Il Pomodoro

il pomodoro

Il Pomodoro: sulla tavola di tutti gli Italiani

Originario dell’America sud-occidentale (Cile, Ecuador, Perù), il pomodoro faceva parte della dieta quotidiana degli indigeni ma venne importato in Europa inizialmente per usi ornamentali. Il suo consumo alimentare iniziò in Italia nella seconda metà del 1500, anche se solo verso la fine del 1700 la sua coltivazione conobbe un forte impulso. Mentre in Francia il pomodoro veniva consumato alla corte dei re, nel sud Italia divenne l’alimento base della popolazione povera e dei lavoratori. Risale agli inizi del Settecento la prima tecnica di trasformazione in passata di pomodoro e il primo tentativo di conservazione; tuttavia è solo verso la fine del 1800 che iniziarono a nascere in Italia le prime fabbriche di conserva. Attualmente, viene coltivato in tutto il mondo.

In Italia è diffuso su tutto il territorio nazionale in pieno campo ed in serra e l’estrema variabilità della forma , si riconoscono diverse tipologie e varietà locali, ma a grandi linee si distingue in pomodori dal:

Frutto grande

  1. pomodoro Cuore di bue;
  2. pomodoro Verde;

Frutto medio

  1. pomodoro Perino: ha forma di pera allungata, rosso con molta polpa; è il tipico pomodoro da sugo o da conserva ma è ottimo anche mangiato crudo. Fa parte di questa famiglia il S.Marzano (DOP) che ha polpa saporita e carnosa;
  2. pomodoro Grappolo, liscio, rotondo, facile da sbucciare e adatto per insalate, salse o per essere farcito. Si ricorda il ciliegino, che si produce quasi esclusivamente in Sicilia;
  3. pomodoro Camone sardo, introdotto a  metà anni ’80  nel sud della Sardegna, che è molto rustico ed adattabile;

Frutto piccolo

  1. pomodoro Ciliegia: simile a quello a grappolo, ma molto piccolo; è rosso con buccia spessa. Di questo gruppo ricordiamo il pomodoro ciliegino di Pachino (IGP);
  2. pomodoro Datterino che si differenzia dagli altri tipi di pomodoro sia per la sua forma allungata “a dattero”, sia per il suo sapore più dolce;
  3. pomodoro del Vesuvio a piennolo, che deve il suo nome all’abitudine dei contadini campani di intrecciare, intorno ad uno spago legato a cerchio, i grappoli di pomodorini, sino a formare un grande grappolo detto “piennolo” in cui i pomodori venivano conservati all’aria.

Il pomodoro è poco calorico e ricco di pigmenti che gli garantiscono virtù antiossidanti e protettive dei tessuti. L’origine del nome pomodoro è legata al fatto che inizialmente questo frutto fosse giallo o color oro. Nel ‘700, i siciliani lo chiamano pumaramuri (pomo d’amore) e i francesi pomme d’amour. Il motivo è duplice: nella forma, il pomodoro ricorda il seno femminile, inoltre gli vengono attribuiti effetti afrodisiaci.

Ortaggio simbolo della nostra Italia, è presente quasi ogni giorno sulle nostre tavole in almeno uno dei svariati modi in cui si può presentare.

Caratteristiche della pianta di pomodoro

La pianta appartiene alla famiglia delle Solanacee . Il fusto della pianta, alta al massimo due metri, non è abbastanza resistente per sostenere i pomodori e quindi ha bisogno di appositi sostegni; quando viene piantata infatti, è “aiutata” da canne di bambù piantate in terra attorno alle quali si intrecciano le foglie e i piccoli rami. I fiori si presentano a grappoli distribuiti lungo il fusto e le sue ramificazioni. Il terreno ideale per la coltura del pomodoro, deve essere ben drenato e fresco con una temperatura di germinazione di 12–13 gradi e di 22–25 gradi per svilupparsi e produrre frutti. Il pomodoro non sopporta la siccità, ha bisogno di molta acqua che nei periodi di carenze idriche deve essere fornita artificialmente. I frutti del pomodoro sono chiamati anch’essi pomodori, sono verdi o rosse che hanno dimensioni diverse a seconda della varietà; il sapore della sua polpa è piuttosto acido e varia a seconda delle varietà.

Il pomodoro si sposa benissimo con le esigenze del consumatore del nostro secolo, essendo un alimento povero di calorie, con un buon contenuto in minerali e oligoelementi, ricco di acqua e dotato di tutte le vitamine idrosolubili. Leggero, rimineralizzante, dissetante, con un alto potere nutrizionale, molto saporito. Il suo principale ingrediente è l’acqua (94%). Le proteine non superano l’1% e i grassi lo 0,2%. Un altro 2,8% è costituito dai carboidrati, rappresentati da fruttosio e glucosio. Il rapporto tra elevato contenuto di acqua e basso tenore di zuccheri fa sì che il pomodoro apporti poca energia, ma di utilizzo immediato. La sua prima importante caratteristica è che il consumo costante di pomodori, facilita la digestione dei cibi che contengono fecole e amidi come pasta, riso, patate, e aiuta a eliminare l’eccesso di proteine provocato da un’alimentazione eccessivamente ricca di carni.